Renato e Giacomo Pozzetto per lo spot Orocash

Come avrete potuto notare in Italia i negozi di compro-oro negli ultimi anni hanno decuplicato la loro presenza, diventando delle attività che coprono radicalmente il territorio.

Orocash è ben cosciente del fatto che data la presenza così massiccia di negozi compro-oro, i privati che scelgono di vendere il loro preziosi, nello scegliere il commerciante a cui affidarsi, si fanno influenzare da fattori come la vicinanza del negozio a casa, il passaparola dei conoscenti o semplicemente dall’istinto.

I recenti fatti di cronaca dimostrano però come questo settore così redditizio sia stato però preso di mira anche da commercianti che ne stanno sfruttando- non sempre legalmente- le potenzialità.

Orocash si è da sempre contraddistinto per la serietà e l’esperienza nel settore, maturata negli anni di attività nel commercio di preziosi; l’azienda infatti inizia a lavorare in questo settore già nel 1999, ben prima quindi della diffusione massiccia dei negozi compro oro nel territorio italiano.

Per sottolineare la propria serietà e prendere le distanze dalla miriade di concorrenti, Orocash ha deciso nei giorni scorsi di intraprendere una campagna pubblicitaria in televisione, con pianificazione sulle famosissime reti Mediaset Canale 5 e Rete 4, ed i più conosciuti canali del digitale terrestre cioè Cielo e Real Time; a breve il via anche ad una campagna di promozione in Radio, su Rtl.

Per la campagna di promozione in tv, Orocash ha scelto come sponsor Renato Pozzetto, personaggio simbolo della comicità italiana, che nella sua lunga carriera ha lavorato con registi come Carlo Vanzina, Neri Parenti, Felice Farina e José Maria Sánchez, diventando a sua volta regista. E’ attraverso dei brevi scatch che avvengono in scene “casalinghe”, che Pozzetto spiega al figlio come sia facile e sicuro ottenere del denaro contante in cambio di preziosi in oro, argento o diamanti, rivolgendosi- tanto per non sbagliare- ad Orocash.

La scelta di un personaggio così popolare, simpatico e apprezzato dagli italiani, evidenzia come il marchio Orocash sia un leader nel settore, un’azienda per cui anche personaggi noti come Renato Pozzetto ed il figlio Giacomo hanno voluto mettere la faccia.

La rodiatura dei gioielli: tecniche e strumenti

I gioielli in oro bianco che portiamo al dito, al collo o al polso, brillano e riflettono la luce colorandosi di diversi riflessi luminosi. In pochi però sanno da cosa dipende.

Innanzitutto, è fondamentale conoscere la composizione dell’oro bianco, esso, infatti, non si trova in natura, ma è formato per il 75% da oro giallo e per il restante 25% da nichel, palladio o argento. Perciò inizialmente il suo colore naturale è tendente al giallognolo per la presenza di oro giallo; al fine di renderlo lucido e brillante, come lo vediamo nelle vetrine dei negozi, l’oro bianco viene sottoposto ad un trattamento di rodiatura.

La rodiatura è una lavorazione che agisce solo sulla superficie dell’oro bianco, senza modificare le sue proprietà, ma rendendolo più brillante e resistente nel tempo. Questo trattamento avviene attraverso il processo dell’elettrolisi. In prima battuta si deve sgrassare e poi risciacquare il gioiello in oro bianco, poi si immerge l’oggetto da rodiare in un bagno galvanico, una soluzione di metallo pregiato come il rodio, per sessanta secondi. Il rodio, infatti, è un metallo prezioso del gruppo del platino molto duro e resistente all’usura, e dotato di un forte potere riflettente.

Attraverso questo processo, l’oro viene rivestito da un sottile strato di rodio in bagno galvanico e quindi reso brillante. Se l’oro bianco non fosse rodiato, avrebbe un aspetto molto più opaco e di colore giallino, per l’alta presenza di oro giallo.

Riutilizza il tuo argento

L’argento insieme all’oro è uno dei metalli più diffusi nella produzione di gioielli, con il vantaggio che rispetto ai gioielli in oro costa meno e brilla ugualmente anche se però e meno duraturo.

È un metallo molto duttile utilizzato non solo nella gioielleria ma anche nella fotografia, nelle monete e argenteria come nella realizzazione di coppe, vassoi, cornici, vasi, anfore o posate. È un ottimo conduttore di elettricità e sensibile alla luce.  Trovarlo allo stato puro in natura è alquanto difficile, di solito è estratto in combinazione con il piombo da cui poi è successivamente separato attraverso la coppellazione, processo di trattamento in ambienti ossidanti al fine di eliminare ogni presenza di piombo al 95%. Tuttavia, l’argento ha una scarsa resistenza all’urto e scurisce o si ossida facilmente se esposto all’ozono, zolfo o all’acido solfidrico.

È molto facile che molti di noi a casa abbiano una grande varietà di gioielli in argento in disuso, perché sorpassati, rovinati o ossidati. Oggi avete la possibilità di rivenderlo ed impegnarlo.

In questi giorni, infatti, Orocash ha deciso di iniziare il servizio di ritiro argento per i suoi clienti. È una novità in questo campo, poiché per ora non sono ancora molte le aziende in questo settore che si occupano di tale iniziativa. In aggiunta, Orocash ha anche cominciato un altro servizio, quello del laboratorio orafo per venire incontro alle esigenze dei suoi clienti. Il laboratorio orafo si occupa della manutenzione, riparazione e incastonatura dei preziosi.

Il verde smeraldo: il colore preferito dalle donne

Lo smeraldo è una pietra preziosa, di colore verde, il cui nome deriva dal greco e porta esattamente il significato di gemma verde. E’ una varietà del minerale berillo e il colore è dovuto alla sua composizione di cromo, ferro e vanadio. Lo troviamo come pietra incastonata in anelli, orecchini, collane e pendenti.

Gli smeraldi sono gemme classificate in base al colore, al taglio, all’integrità e alla trasparenza, come avviene anche per lo zaffiro o il rubino. L’integrità dello smeraldo si misura a occhio nudo, se appare senza crepe o fessure si può definire impeccabile, ma è molto difficile trovarne uno perfetto in natura, perciò gli smeraldi di solito sono oleati, questo significa che all’interno delle fenditure si inserisce un olio incolore per rendere la pietra più trasparente e omogenea.

Il taglio tipico di questa pietra preziosa è quello rettangolare o quadrato con contorno ottagonale a gradini oppure ovale o a goccia. Esso è una gemma abbastanza tenera che, essendo molto rara può arrivare a costare anche più di un diamante delle stesse dimensioni e caratteristiche.

Questa gemma verde era già apprezzata al tempo dei faraoni in Egitto, quando furono scoperti i giacimenti di smeraldo nel Mar Rosso, nelle miniere del Re Salomone, ma sfruttati pesantemente dalla regina Cleopatra, che lo fece incastonare in corone, scettri e pugnali.

Oggi, lo smeraldo è una delle gemme più difficili da estrarre; ed è la Colombia insieme allo Zambia, allo Zimbabwe e al Brasile uno dei paesi dove sono ubicati giacimenti primari di smeraldi, in cui la gemma si forma e sviluppa, e da cui è facile estrarre smeraldi puri.

Essendo però molto poche le miniere primarie di smeraldo, esistono molte imitazioni della pietra verde; perciò quando si acquista essa deve essere accompagnata da un certificato fornito da un istituto gemmologico attestante la sua purezza e autenticità.

Orologi da polso: è sempre tempo di moda

Oggi, chi non possiede un orologio da polso? Costoso o economico, con pietre preziose o diamanti, di acciaio o titanio, con cinturino in pelle, in metallo o in cuoio, sportivo o elegante, dotato di quadrante rotondo o rettangolare, con la cassa in oro o in acciaio, digitale o analogico, e chi ne ha più ne metta.

Com’è ben noto appunto, i modelli di orologi da polso sono molto svariati, ma da quando esiste l’orologio da polso? E da dove arriva? Il primo a inventare un orologio da mettere al polso fu proprio lo svizzero Patek Philippe che nel XIX secolo progettò un orologio simile a uno di quelli moderni, ma che all’inizio fu considerato un oggetto prettamente femminile.

Fu poi Cartier, nel XX secolo, a realizzare un orologio da polso con cinturino in cuoio adatto all’uomo; e soprattutto, fu durante la prima guerra mondiale che l’orologio da polso si rivelò molto utile. L’esercito fu dotato di orologi per sincronizzare gli attacchi tra i vari soldati. E lentamente si scoprì più comodo leggere l’ora al polso piuttosto che dall’orologio da tasca o da panciotto, meglio conosciuto come cipolla.

Di lì a poco s’inventò in successione: l’orologio automatico, al quarzo, a batteria, digitale e addirittura subacqueo. Sarà la Rolex, per esempio, nel 1926 a introdurre per prima la cassa Oyster a tenuta stagna. Negli ultimi anni grazie all’introduzione del processore gli orologi possono includere anche cronografo e calcolatrice. Esistono anche gli orologi ad affissione dicroica: sia analogici sia digitali. Nonostante ciò, gli orologi meccanici sono tuttora molto ricercati soprattutto da amanti del genere o da collezionisti per il valore economico e per la ricerca dei particolari con cui sono stati realizzati.

Altrettanto vero è che oggi l’orologio non è più considerato solo un oggetto utile su cui leggere l’ora, ma un accessorio caratterizzato da un design innovativo, e fondamentale a livello estetico, per abbellire il nostro look solitamente in pendant con la mise che indossiamo, regola che vale sia per l’uomo sia per la donna.

Regali per il battesimo

Il Battesimo è il primo sacramento della religione cattolica, ma oggigiorno ha assunto una valenza anche laica: se nella religione cattolica questa occasione rappresenta la liberazione del neonato dal peccato del concepimento, per il mondo laico il battesimo è vista come pura celebrazione della nascita e quindi come benvenuto al bambino.

La tradizione vuole che il padrino o la madrina facciano un regalo al bambino che ha un budget più elevato rispetto agli altri e si tratta solitamente di una collanina o un braccialetto di oro, con ciondolo che l’usanza vuole essere a forma di croce, angioletto o con l’immagine della Madonna.

Se per il regalo del battesimo intendete rimanere sui gioielli più tradizionali, anche una collanina con il segno zodiacale e una dedica, o la data di nascita sul retro, potrebbe essere l’ideale. Se invece pensate che per il bambino sia più adatto un braccialetto, l’oro è il materiale da scegliere (giallo o bianco), ma se il budget a disposizione non lo permette, anche l’argento è appropriato.

Regalare un gioiello al neonato è certamente garanzia che il nostro pensiero durerà nel tempo e accompagnerà il bambino anche quando sarà grande; a seconda del gusto personale, si può scegliere però di comprare una collanina o un bracciale da bambino, che quindi verrà usato solo fino ad una certa età. Questa scelta è condivisibile, se si pensa che spesso i regali che un bambino riceve per il battesimo, non rientrano poi nei gusti dello stesso ragazzo da adulto.

I regali più di tendenza per i bambini di oggi sono i buoni postali (per minori o cointestati con i genitori) o il versamento della somma che si decide di donare su un libretto postale- che assicurano fra l’altro nel tempo di maturare degli interessi- oppure sempre apprezzate sono le cornici di argento o anche le più moderne cornici digitali.

Inoltre se c’è un certo grado di confidenza con la mamma, e si conoscono i suoi gusti, di recente è diventato di moda anche il corso di nuoto per la mamma ed il bambino, che si regala sotto forma di buono, oppure i pratici gadget per neonati che vanno dal set di lenzuola, al trasportino per auto, al fasciatoio ecc.

Come “leggere“ i diamanti

“I diamanti sono i migliori amici delle donne” diceva Marylin, ma probabilmente non tutti conoscono appieno le caratteristiche che fanno di un diamante una pietra più o meno preziosa.

Nel riconoscere il valore di un diamante va considerata la regola delle 4C ovvero caratura (carat), colore (color), purezza (clarity) e taglio (cut): la caratura identifica il peso del diamante, espresso in carati (1 carato = 0.2 grammi) e –come è facile immaginare- più alta è la caratura, maggiore è il valore del diamante.

Il colore si identifica secondo una scala che va dalla lettere D (il migliore) alla lettera Z (il peggiore) e nello specifico: D indica colore Bianco Extra Eccezionale+, E indica colore bianco Extra Eccezionale, F è colore bianco Extra+, G è colore bianco Extra, H indica colore bianco, i/J colore bianco sfumato, K/L colore bianco leggermente colorito, M/Z indica tinta gialla.

Il valore della purezza indica il numero e dalla grandezza delle impurità incluse nella pietra e la scala di riferimento è la seguente:

FL: Flawless- Nessuna inclusione interna o esterna visibile a 10 ingrandimenti da un occhio esperto.
IF:Internally Flawless- Nessuna impurità interna visibile a 10 ingrandimenti da un occhio esperto, potrebbero esservi però delle piccole imperfezioni esterne nella finitura.
VVS-1: Very Very Small Inclusions1- si tratta in genere di una sola piccolissima inclusione visibile a 10 ingrandimenti solo da un occhio esperto.
VVS-2: Very Very Small Inclusions2- Piccolissime inclusioni visibili a 10 ingrandimenti solo da occhio esperto.
VS-1 = Very Small Inclusions 1 – Imperfezioni molto piccole visibili a 10 ingrandimenti.
VS-2 = Very Small Inclusions 2 – Diverse piccole imperfezioni visibili a 10 ingrandimenti.
SI-1 = Small Inclusions 1 – Piccole inclusioni visibili alla lente da 10 ingrandimenti.
SI-2 = Small Inclusions 2 – Diverse piccole inclusioni visibili alla lente da 10 ingrandimenti.
SI-3 = Slightly Inclusions 3 – Inclusioni visibili a occhio nudo però solo da un osservatore esperto.
I-1 = Included 1 – Impurità visibili a occhio nudo.
I-2 = Included 2 – Molte impurità distintamente visibili a occhio nudo che vanno a scapito della brillantezza.
I-3 = Included 3 – Molte inclusioni distintamente visibili a occhio nudo che diminuiscono la brillantezza e diminuiscono la resistenza della struttura del diamante.

Il taglio, infine, è la forma secondo la quale il diamante è tagliato, per mettrene in risalto la luminosità, e può esserea cuore, ovale, a navette, a goccia o il classico “taglio diamante” cioè tondo.

Gioielli per il matrimonio, a ciascuna il suo

Il matrimonio è un passo fondamentale, che –si spera- si compie una volta sola nella vita e appunto per questo tutte le spose progettano con cura maniacale i dettagli di quel giorno.

I futuri mariti di norma sono meno ossessionati dall’organizzazione delle nozze, ma a dire il vero nel caso in cui si voglia organizzare il tutto completamente da soli, dalla cerimonia, al ricevimento, ai fiori, fino agli inviti, il tempo e le energie da spendere sono davvero tante. Un aspetto sul quale lo sposo non deve mai intervenire oltre alla scelta del vestito da sposa ovviamente- è quello della scelta dei gioielli che la sposa dovrà indossare quel giorno; infatti si tratta di una scelta da fare con cura, poiché è vero che gli eccessi sono da evitare, ma scegliendo gioielli troppo semplici e piccoli, si corre viceversa il rischio di sfoggiare un look troppo spoglio; in primo luogo i gioielli vanno provati e scelti indossando il vestito da sposa, dato che devono essere in sintonia: se si è scelto un abito ricco di veli, ricami e decorazioni i gioielli appropriati saranno all’insegna della semplicità, mentre se l’abito segue linee classiche e pulite, si potrà osare un po’ di più con i preziosi.

Solitamente la scelta delle spose – sempre che non si voglia intenzionalmente scegliere un look all’insegna dell’ anticonformismo- ricade su due generi,che sono i diamanti o le perle: i primi si adattano bene a qualsiasi tipo di abito dato che sono estremamente eleganti, ma allo stesso lo loro caratteristica brillantezza li rende d’effetto.

Le mani vanno preferibilmente lasciate nude, per metter in risalto la fede nuziale, mentre via libera a braccialetti, orecchini e collane, che vanno scelti anche in base al tipo di acconciatura (con capelli raccolti di solito si scelgono degli orecchini al lobo, mentre con i capelli sciolti meglio quelli pendenti).

Le perle invece sono il tocco di classe immancabile per le spose più romantiche, che possono abbinare degli orecchini a lobo al sempreverde filo di perle classico oppure alla collana di perle con chiusura importante – dal sapore decisamente vintage; per le indecise invece sono ideali le creazioni che abbinano le perle ai diamanti, anche se i gioielli di questo tipo appaiono forse più adatti alle donne più mature, che alle giovanissime spose.

Anelli di fidanzamento, guida all’acquisto

E’ statisticamente provato che nell’arco di tutta la durata di un rapporto sentimentale, l’uomo regala alla donna almeno tre anelli, per sancire i momenti più importanti del rapporto, si tratta quindi di anello di fidanzamento, fede nuziale e un terzo anello per ricordare un’occasione particolare o un anniversario.

Senza ombra di dubbio, il più atteso e desiderato dalle donne è il primo in ordine cronologico, dato che l’anello di fidanzamento spesso arriva (o almeno dovrebbe arrivare) inaspettatamente ed è la prima, più grande dimostrazione di amore. Ad un gesto così spontaneo e dettato dal cuore, precede però una ricerca complicata e spesso confusa, dato che i giovani uomini non sono propriamente la categoria più esperta in diamanti ed anelli.

Ecco perché sarebbe bene farsi un po’ di chiarezza prima di entrare in qualche gioielleria, onde evitare di farsi influenzare e finire con l’acquistare un gioiello non adatto. La parte più semplice riguarda la scelta della montatura che potrebbe piacere alla futura sposa, dato che è possibile farsi un’idea, o per lo meno accantonare alcune opzioni, osservando gli anelli che abitualmente usa o quelli da cui è attirata. Una volta scelta la linea, i metalli a disposizione per la montatura sono principalmente tre: oro bianco (molto di tendenza negli ultimi anni), oro giallo (il classico e evergreen) o platino (il materiale più costoso sia da acquistare che da riparare).

Vi sono poi diversi modi di fissare il diamante all’anello: il più classico è chiamato Griffe o Prong dove la pietra è sospesa da piccoli bracci ed è visibile da ogni lato, aumentando al massimo la brillantezza del diamante; simile anche l’incastonatura Castello, che però aggiunge delle barrette di collegamento fra pietra e montatura, proteggendo di più la pietra; la tecnica Castone invece incornicia la pietra nella montatura, massimizzandone la protezione, mentre nell’incastonatura Tensione la pietra è tenuta ferma dalla pressione della struttura, che sembra “abbracciare” il diamante.

Una volta definito con precisione il budget è poi possibile scegliere fra molti tipi di tagli di brillanti: i classici sono il Brillante rotondo, il Princess, il Baguette, l’Ovale ed il Trillion, mentre per le donne più romantiche è disponibile anche il Maquise (Navette) e quello a Cuore.

Come pulire i nostri oggetti d’oro

L’oro è il metallo nobile per eccellenza ed allo stato attuale, risulta essere un ottimo investimento, dato che in momenti di crisi è l’unico materiale che conserva il potere d’acquisto e che anzi, moltiplica il capitale investito.

Nonostante in altri settori la tecnologia abbia fornito importanti strumenti di lavoro, per quanto riguarda il settore dell’oro, la tecnologia non ha saputo ad oggi dare un contributo importante e significativo per la ricerca di questo metallo prezioso; il 95% dell’oro estratto è utilizzato infatti come metodo per salvaguardare la ricchezza e viene quindi aggruppato in lingotti o in prodotti di oreficeria. Il rimanente 5% viene utilizzato nel settore dell’elettronica e nell’industria odontotecnica, che ne sfruttano rispettivamente le caratteristiche di conducibilità e di malleabilità.

La forma del lingotto viene solitamente scelta dai risparmiatori più facoltosi, dalle grosse aziende e dalle banche, mentre per i moltissimi piccoli risparmiatori del mondo, la forma di acquisto dell’oro è solitamente quella del gioiello; se per un lato è vero che il gioiello è una forma sicura di investimento, d’altra va anche considerato che l’oro va regolarmente curato, per evitare che i gioielli che acquistiamo si rovinino col tempo.

In commercio esistono molti e differenti prodotti specifici per il trattamento e la pulizia periodica dell’oro, ma per il trattamento di questo materiale prezioso esistono molte soluzioni alternative e decisamente più “caserecce” che garantiscono un risultato altrettanto buono.

Un primo metodo, molto semplice e antico, consiste nell’immergere il gioiello d’oro in un recipiente precedentemente riempito con acqua calda (almeno 50°C) e miscelata con un po’ di detergente preferibilmente delicato oppure con un il detersivo da piatti. Dopo una decina di minuti di ammollo, procedere a spazzolare delicatamente il gioiello con uno spazzolino da denti a setole morbide, facendo attenzione a passare bene anche la parte interna degli anelli, dei braccialetti e delle collane; i lati infatti maggiormente sottoposti a macchie e opacità sono infatti la parti direttamente a contatto con la pelle, che si sporcano e possono venire lentamente opacizzate ed ossidarsi a causa della reazione chimica causata dal contatto con il sudore, che crea una sottile patina opaca che ricopre il gioiello e ne riduce la brillantezza.

A questo punto il gioiello va messo in un colino, e sciacquato sotto un getto d’acqua corrente tiepida ed infine asciugato per bene con un panno asciutto.